Leggi, decreti, note ministeriali e raccomandazioni, è ormai chiaro a tutti il ruolo che la scuola- istituzione assume in materia di prevenzione e contrasto al Bullismo e al Cyberbullismo. Nel luogo in cui i nostri adolescenti sperimentano relazioni, processi di apprendimento e di crescita, soddisfazioni, ma anche insuccessi e difficoltà, si avverte forte il dovere di fare, di intervenire, come comunità educante, per formare, informare, sensibilizzare ed aiutare ad evitare.
La scuola è solo uno dei pilastri dell’edificio educativo. Quest’ultimo, evidentemente, non può reggersi se non con il supporto di tutti gli attori coinvolti nella realizzazione dei molteplici progetti di vita di ragazzi e ragazze. Ed allora nasce l’esigenza di un’azione sinergica di scuola, genitori, territorio, comunità locale, un’azione che si dispiega attraverso la convinzione e l’impegno di ciascuno per il raggiungimento del comune obiettivo di educare al confronto, alla relazione, all’accettazione della diversità come valore. Da ciò parte il lavoro di chi nella scuola osserva ed opera con cura, nella ferma convinzione che gli adulti, punto di riferimento degli adolescenti, abbiano il dovere di intervenire, di guidarli nella loro crescita emotiva, nella sperimentazione della relazione con l’altro e con la diversità, nell’accettazione di ciò che esiste al di fuori dei propri schemi personali e degli stereotipi presupposto di pregiudizi. E’ l’acquisizione della consapevolezza dei comportamenti devianti il presupposto di un’azione efficace di prevenzione, la convinzione di poterli cambiare è l’obiettivo da raggiungere per poterli eliminare.


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